martedì 31 gennaio 2012

Memorie



L'altro giorno mia mamma mi ha portato un sacchettino di cose molto preziose: una specie di pacco-sorpresa... era trasparente ma un po' satinato per cui si intravedeva qualcosa, ma non bene e non tutto. Bello. E  pian piano tirava fuori... 
Sono usciti da lì: un ciuccio e un pettinino azzurri che anche per una bambola sarebbero troppo piccoli, tre collane di cui una bellissima che sto indossando ora e due così così che ho già disfatto e ricomposto in altra forma, un quadernino-ino-ino (che potete vedere nella foto), un nastro bordeaux, una sfera di vetro con neve (ecco, questa, diciamo, è l'anello debole della catena...) e poi, meraviglia delle meraviglie, degli appunti sparsi e vecchissimi di entrambe le mie nonne. Avete presente la tasca di Tom Sawyer? 


E così, a metà pomeriggio, da povero in canna che era la mattina, Tom era diventato ricco sfondato. Oltre alle cose già dette adesso aveva: dodici biglie, un pezzo di scacciapensieri, un vetro di bottiglia blu da guardarci dentro, un rocchetto, una chiave spaiata, un pezzo di gesso, un tappo di vetro, un soldatino di piombo, due girini, sei petardi, un gattino con un occhio solo, una maniglia d'ottone, un collare da cane (senza cane), un manico di coltello, quattro bucce d'arancia e un vecchio telaio di finestra tutto rotto. ...


(Mark Twain "Le avventure di Tom Sawyer", 1876)


Ecco, il sacchettino di mia mamma era un po' così: il contenuto molto diverso, in realtà, ma la sensazione del tesoro, identica. 





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venerdì 27 gennaio 2012

Cuori su cuori



In questi giorni, presa da un raptus (sarà colpa di San Valentino??), ho cucito altri due cuori... 




Ora, i miei dieci affezionati lettori si chiederanno: - ma che ci fa Begonia con tutti 'sti cuori?? - Bravi, avete ragione, me lo chiedo pure io... anche perché, come mi prende il raptus di farli, così mi viene quello di disfarli o darli via (perché mi stufo). 
Finora non ne ho conservato praticamente nessuno, li ho regalati tutti oppure usati come portachiavi... anche il classico profuma cassetti, che davvero è tanto carino da vedere e annusare, a me non garba particolarmente da tenere lì, così, nullafacente nell'armadio... 
Una cosa che invece mi piacerebbe molto è confezionare tutti gli addobbi per l'albero di Natale in feltro, nastrini e bottoni, un po' come questi che avevo già postato


Beh, diciamo che tempo ce n'è... vediamo quel che riesco a fare.


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martedì 24 gennaio 2012

Guantini di lana e ancora manufatti...



I guantini non li ho manufatti io, a dire il vero me li ha prestati Fuffolo. Si tratta di una coppia di mollette per capelli; eccoli qui




Una cosa piccola mooooolto carina per una bambina


Io invece questa settimana mi son dedicata ad alcuni lavoretti che non vi espongo perché non sono granché, tra cui: un cerchio all'uncinetto di destinazione ancora ignota, altre collane tipo gitana che non mi convincono affatto, formine di pasta di sale che sono bruciate miseramente in forno... insomma, avete capito.

Si sono salvati dalla mia selezione: un cuoricino di feltro  imbottito





e una collana con un cuore di vetro verde acqua, catenella e nastro in  organza, neri.









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sabato 21 gennaio 2012

Transilvanian dream


Figuratevi un po’, la notte scorsa ho sognato che mi trovavo su un pulmann e percorrevo strade ignote, con gente sconosciuta… erano luoghi e persone strane, non il tipo di cose viste qui, in Italia, e non capivo dove potessimo essere… c’erano studentesse carine per strada, sole e nuvole allo stesso tempo, luce ed ombra, pianura e collina, case in piano e case arrampicate sui monti… edifici vecchi e nuovi, tendine di pizzo alle finestre e qualcosa di floreale ovunque… mi sembrava una Germania più antica e povera di quella reale, ma simile in qualcosa… Poi capivo di essere in Romania… conversavo con una ragazza che mi abbracciava e piangeva perché le dicevo che in Italia c’erano tanti rumeni ed io ero incuriosita dal loro Paese; alla fine sapevo anche esattamente dov’ero, a Brasov, Transilvania.

Ovviamente ieri mattina sono subito corsa su Google a cercare notizie di questa cittadina, e in effetti le immagini che ho trovato corrispondono abbastanza a quelle del sogno; ricordo che la mamma di una compagna dei miei figli mi aveva parlato di Brasov, e forse me l’aveva anche descritta.
Chissà… mi sarà rimasta impressa… fatto sta che l’altra notte a Brasov c’ero anche io, e sembrava vero.

Vi dirò che già da tempo mi sto interessando di luoghi un po’ fuori mano; mi piacerebbe conoscere mondi diversi dal mio e magari semi-sconosciuti ai più… beh, probabilmente la Romania non fa parte di questa categoria ma certamente non è la meta più ricercata per un viaggio di piacere… 
Io credo che in certi posti  si trovino delle bellezze antiche, distrutte, seppellite, o anche solo dimenticate, e magari non sono le luminose e ampie avenues di Parigi né lo splendore delle mille luci di New York... magari sono solo particolari, piccoli dettagli che non tutti gli occhi possono vedere… 
Ecco, a me piacerebbe essere quel paio di occhi che può, e andare a cercare le bellezze segrete, misteriose, ignote, cancellate.

La Transilvania, a dire il vero, non deve essere affatto una bellezza nascosta

Brasov, la Praga della Transilvania

Brasov

Brasov

Brasov

Brasov - la Chiesa Nera, la più grande tra Vienna e Istanbul

Brasov

Brasov

Brasov

Transilvania

Transilvania

Castello di Barn, detto il castello di Dracula


Lapide su un monumento a Vlad Tepes, detto l'impalatore

Vlad Tepes, c
Conte di Valacchia
tuttavia non è luogo da grande pubblico.
Dite la verità, voi non ci andreste? Solo a pronunciare il nome Transilvania, non vi vengono in mente foreste fittissime? E lune piene, pipistrelli, cieli purpurei, scricchiolii … non sentite odore di legna da ardere, il calore del fuoco nel camino? Io vedo grandi pietre sul pavimento di un castello, una candela mezza consumata, un letto morbido, bianco e adorno di trine in una stanza fredda dal balconcino semicircolare, scolpito con strane creature e ricoperto di edera e muschio, che affaccia su un parco secolare scuro e misterioso… vedo tende che si scostano per aliti di vento anche dove il vento non c’è… e poi ci sono le montagne, dietro l’angolo, imponenti, e innevate, eterne testimoni di ogni cosa, dal nome affascinante, i Carpazi.

Quando ero piccola ero appassionata di film di vampiri, e forse tutto questo immaginario agisce ancora su di me… o forse è solo che vorrei vedere oggi un luogo di attrazione, di paura e desiderio, su cui ho fantasticato da bambina. Perché, più che dai vampiri, io ero attratta dai castelli... dai  boschi, dalla luna, dalla notte, insomma da tutti quegli elementi un po' fiabeschi un po'sturm und drang che hanno sempre avuto grande ascendente su di me.

A parte tutto, credo che la Romania abbia tante di quelle bellezze antiche di cui parlavo prima, alcune evidenti ed molte altre nascoste da qualche parte. 
Mi piacerebbe andarci un giorno, anche se, grazie ai miei sogni, un pezzettino di strada è come se l’avessi già percorso.

Se volete sapere di più


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giovedì 19 gennaio 2012

Altri manufatti



Ciao a tutti, mi scuso per la prolungata assenza ma ho avuto parecchio da fare... tuttavia, tra una cosa e l'altra, ho foderato un quaderno con della stoffa, e mi sono costruita un portachiavi in tema San Valentino...





Il quaderno, se vi piace, è facilissimo: io ho seguito più o meno queste istruzioni http://www.homelife.com.au/home+ideas/home+help/how+to+make+fabric+covered+notebooks+,7957
e i disegni sono assai eloquenti così anche chi non conosce l'inglese è a posto. 





Invece, per il portachiavi, ho cucito tre cuori in feltro, li ho imbottiti e decorati con passamaneria e una perla rossa di cristallo; infine vi ho applicato dello spago rustico. Il cuore più grande l'ho usato per il portachiavi, gli altri due sono ancora lì, qualcosa ci farò...





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sabato 14 gennaio 2012

venerdì 13 gennaio 2012

Buonanotte



Avevo voglia di scrivere, ma non ho nulla di particolarmente interessante da dire al momento, quindi mi limito ad augurarvi la buonanotte con due immagini carine, una trovata in rete or ora; l'altra è una foto scattata da me, poco fa, in camera mia... qualcuno ha messo il suo robottino a nanna sul mio  maglione






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lunedì 9 gennaio 2012

Il corredo del buon alunno



Stavo pensando al post di ieri e, data la mia ignoranza in materie scientifiche, credo non sarebbe male se studiassi un po'... il quadernino già ce l'ho, e adesso possiedo  anche una cartella 



Che ne dite? Sono abbastanza piccoli?!? (... perché di studiare troppo non ho mica voglia...)




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domenica 8 gennaio 2012

Missione Kepler e altre notizie spaziali



Non so come siano messi i miei lettori in termini di geografia astronomica, astrofisica e simili; io malissimo, praticamente non ne avevo capito nulla a scuola e col passare degli anni quel nulla che avevo in testa si è disperso ulteriormente, complice una certa resistenza personale alle materie scientifiche.
Ieri, però, sono stata all'osservatorio astronomico dove ho assistito ad una proiezione-spettacolo che mi ha completamente conquistata, ed ora vorrei condividere con voi le cose affascinanti che ho appreso. 
Intanto dovete sapere che c'è una missione, denominata Keplero, la quale ha come scopo quello di esplorare con una sonda la zona extra-solare trovando altri pianeti e stelle, e fino ad adesso ne ha già identificati diversi, alcuni vicini alle loro stelle, quindi caldissimi, altri gassosi o rocciosi; nessuno che sembra per ora nella fascia di abitabilità (come la nostra terra). Ma non basta: oltre alla sonda Keplero ce ne sono altre in giro per lo spazio, le Pioneer (10 e 11) e le Voyager (1 e 2). 
Le Pioneer, in quanto prime ad essere uscite dal sistema solare, portano un messaggio grafico posto su una placca di oro anodizzato, messaggio destinato ad eventuali forme di vita intelligente.
Ecco il disegno:


In verità, non saprei spiegarvi esattamente la simbologia qui illustrata, se volete saperne di più provate a leggere http://it.wikipedia.org/wiki/Placca_dei_Pioneer
Quello che posso dirvi è che quasi mi commuove pensare che gli abitanti di questa terra (anzi una loro piccolissima rappresentanza) hanno cercato di mettere giù in pochi cm quadrati tutta la nostra storia  e quella del nostro pianeta. Lo trovo in parte bellissimo, in parte anche un  po' ingenuo; voglio dire, ma voi ci capireste qualcosa? Io, senza essere un'aliena, esclusi i due omini e forse i pianeti, non ho idea di che cavolo rappresenti. E considerando che le altre forme di vita intelligente potrebbero essere così diverse da noi, così inimmaginabilmente lontane, magari non avrebbero nemmeno modo né di vedere né di capire né di percepire le immagini... non so come spiegarmi... intendo dire che forse a questi alieni mancano proprio le categorie necessarie a recepire il messaggio. Ma quello che mi affascina è che comunque, in ogni caso, gli uomini ci hanno provato, a farsi comprendere, a farsi conoscere. Come un gruppo di bambini desideroso di andare a giocare con altri, con la voglia di condividere le conoscenze; ma forse è questo il punto, condividere le conoscenze vuol dire anche acquisire un potere, la conoscenza E' potere. E dunque tutto ciò è finalizzato alla solita eterna smania?
Può essere.

E questa era la Pioneer.
Sulla sonda Voyager, invece, è stato inserito un disco
ma questa volta niente uomini nudi perché il messaggio precedente fu criticato da gran parte dei contribuenti USA (che si lamentavano di pagare le tasse affinché la Nasa mandasse nello spazio immagini sconce). Pensate un po'.

Ebbene,  il fatto che ci sia qualcuno al mondo che ha la testa fra le nuvole, e che, invece di guardare ai fatti terrestri come noi tutti, stia lì ogni giorno a pensare, studiare, immaginare cose astrali, è per me fonte di grande piacere.
Anche se con una certa ingenuità progetta schemi, disegnini, dischi con parole e canzoni e immagini varie e curiose, nella pura ipotesi che vengano raccolte e considerate da chissà chi (perché NON SI SA chi o cosa mai lo farà), significa che quel qualcuno crede ancora al futuro, alla possibilità che il nuovo e l'ignoto si verifichino, all'idea che anche quando la singola persona non ci sarà più il mondo avrà avanti lo stesso ed è giusto pensarci. La paura dello sconosciuto non domina queste persone: loro l'incognito lo vanno a cercare. E' come un salto nel buio, forse pericoloso, ma così ricco di senso! Non so, è come se queste persone, questi studiosi, non solo quelli delle vite extraterrestri ma anche quelli che cercano semplicemente di conoscere l'universo, abbiamo uno sguardo più ampio e più aperto, proprio come la meravigliosa volta celeste che, nonostante  la si ammiri innumerevoli volte in una vita,  non manca mai di farti sentire di esserci.



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venerdì 6 gennaio 2012

Cose di campagna



Oggi sono andata in campagna, ed è stata una giornata meravigliosa e limpidissima; figuratevi che dal nostro punto di osservazione si vedevano i monti sopra Como, l'Appennino emiliano, il Monte Rosa e anche il Gran Paradiso... ora vi resterà difficile indovinare dove ci trovavamo, vero? Meglio così, mi piace mantenere almeno qualche piccolo segreto con i miei lettori... :-), d'altra parte, vi racconto già così tanto di me!
Dunque, dicevo, è stata una giornata molto bella e con il mio cellulare l'ho in parte documentata, anche se la qualità delle foto è scarsa.
Ho fotografato solo interni o simili perché i panorami, con i miei umili mezzi, proprio non vengono, e mi sono soffermata su alcuni particolari della casa in cui ci trovavamo, vecchia e grande dimora con tanti angoli, scale, scalette, porte e passaggi misteriosi, e diversi dettagli graziosi.




Soffitti decorati e oggetti di una volta




Deliziosa mini-tenda




Finestra piccola, tendina in tela ricamata e rosa del giardino d'inverno







Erbe aromatiche dell'orto, in cucina




Cestino in vimini; io amo i cestini




Tenda di cotone bianco con appliques nello stesso tessuto e colore




Camino nella cucina medioevale





Nel giardino, un bellissimo olivo, un enorme alloro e tante altre piante e fiori








Vecchie cose belle




Una gatta affettuosa










 Tetti e fienili




Dettagli in cucina






Libri vecchi e... STRAvecchi










E ora vi racconto la storia dei libri stravecchi, come ha fatto con me mio padre: dovete sapere che mio nonno era militare nel 1917/18 e guidava il camion, quando si trovò accampato con alcuni commilitoni in una grande e prestigiosa villa nel cuore della pianura padana, magione che apparteneva a qualche colto nobiluomo che possedeva una biblioteca di tutto rispetto, con testi fino al 1600 (e forse precedenti). I soldati, esausti e intirizziti dal freddo, non avevano trovato altro modo di scaldarsi che bruciare in gran quantità  questi libri antichi... e quando si tratta di sopravvivenza, chi avrebbe dato loro torto? Mio nonno, però, pensando a suo padre (il mio bisnonno), un contadino autodidatta che amava leggere, prese una cassa di volumi e la caricò sul camion e in uno dei suoi giri riuscì a farla recapitare al padre. Egli ne fu estasiato; non so se li abbia mai letti, in parte o tutti o  magari nessuno, ma quel che è sicuro è che ne ebbe buona cura, tanto che il mio, di padre (ovvero suo nipote), da bambino, li trovò e incuriosito cominciò a leggerli con l'aiuto di un dizionario. Ebbene, questi libri sono ancora nella casa di mio padre, e sono quelli che ho fotografato; e in effetti attirano, perché il fatto che quasi non si veda più il colore delle copertine, e non si capisca cosa c'è scritto  nel titolo, fa venir voglia di aprirli ... a me sembra quasi  che dentro debba esserci qualche segreto tramandato da secoli, oppure una mappa del tesoro, una lettera d'amore proibito, la storia di qualche disgraziata sepolta o murata viva chissà dove, o anche solo una foto sbiadita di qualcuno che nessuno di noi ha mai visto... insomma un pezzo di storia nostra o di qualcun altro eppure nostra lo stesso. 



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