venerdì 6 gennaio 2012

Cose di campagna



Oggi sono andata in campagna, ed è stata una giornata meravigliosa e limpidissima; figuratevi che dal nostro punto di osservazione si vedevano i monti sopra Como, l'Appennino emiliano, il Monte Rosa e anche il Gran Paradiso... ora vi resterà difficile indovinare dove ci trovavamo, vero? Meglio così, mi piace mantenere almeno qualche piccolo segreto con i miei lettori... :-), d'altra parte, vi racconto già così tanto di me!
Dunque, dicevo, è stata una giornata molto bella e con il mio cellulare l'ho in parte documentata, anche se la qualità delle foto è scarsa.
Ho fotografato solo interni o simili perché i panorami, con i miei umili mezzi, proprio non vengono, e mi sono soffermata su alcuni particolari della casa in cui ci trovavamo, vecchia e grande dimora con tanti angoli, scale, scalette, porte e passaggi misteriosi, e diversi dettagli graziosi.




Soffitti decorati e oggetti di una volta




Deliziosa mini-tenda




Finestra piccola, tendina in tela ricamata e rosa del giardino d'inverno







Erbe aromatiche dell'orto, in cucina




Cestino in vimini; io amo i cestini




Tenda di cotone bianco con appliques nello stesso tessuto e colore




Camino nella cucina medioevale





Nel giardino, un bellissimo olivo, un enorme alloro e tante altre piante e fiori








Vecchie cose belle




Una gatta affettuosa










 Tetti e fienili




Dettagli in cucina






Libri vecchi e... STRAvecchi










E ora vi racconto la storia dei libri stravecchi, come ha fatto con me mio padre: dovete sapere che mio nonno era militare nel 1917/18 e guidava il camion, quando si trovò accampato con alcuni commilitoni in una grande e prestigiosa villa nel cuore della pianura padana, magione che apparteneva a qualche colto nobiluomo che possedeva una biblioteca di tutto rispetto, con testi fino al 1600 (e forse precedenti). I soldati, esausti e intirizziti dal freddo, non avevano trovato altro modo di scaldarsi che bruciare in gran quantità  questi libri antichi... e quando si tratta di sopravvivenza, chi avrebbe dato loro torto? Mio nonno, però, pensando a suo padre (il mio bisnonno), un contadino autodidatta che amava leggere, prese una cassa di volumi e la caricò sul camion e in uno dei suoi giri riuscì a farla recapitare al padre. Egli ne fu estasiato; non so se li abbia mai letti, in parte o tutti o  magari nessuno, ma quel che è sicuro è che ne ebbe buona cura, tanto che il mio, di padre (ovvero suo nipote), da bambino, li trovò e incuriosito cominciò a leggerli con l'aiuto di un dizionario. Ebbene, questi libri sono ancora nella casa di mio padre, e sono quelli che ho fotografato; e in effetti attirano, perché il fatto che quasi non si veda più il colore delle copertine, e non si capisca cosa c'è scritto  nel titolo, fa venir voglia di aprirli ... a me sembra quasi  che dentro debba esserci qualche segreto tramandato da secoli, oppure una mappa del tesoro, una lettera d'amore proibito, la storia di qualche disgraziata sepolta o murata viva chissà dove, o anche solo una foto sbiadita di qualcuno che nessuno di noi ha mai visto... insomma un pezzo di storia nostra o di qualcun altro eppure nostra lo stesso. 



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6 commenti:

Mario ha detto...

Direi che questa casa bella e misteriosa sia situata nel cuore del Piemonte. Una volta mi piacerebbe vederla dal vero e scorrere le pagine di quei libri antichi...
Tutto bellissimo, anche romantico direi.

Juhan ha detto...

Sono d'accordo con Mario, ci sono indizi...
Per quanto riguarda i libri ce ne sarabbero cose da raccontare (anche quando non ce ne sono così tanti).

Begonia ha detto...

@Juhan: dai, raccontaci qualcosa sui libri

Juhan ha detto...

appena mi passa l'influenza; non riesco a connettere in queste condizioni, OK non ci riesco quasi mai ;-)

Begonia ha detto...

va bene, allora buona guarigione!

Juhan ha detto...

grazie!