venerdì 13 aprile 2012

La vita davanti a sé



Come sapete, ogni tanto vi aggiorno sulle mie letture; ho da poco terminato questo libro e mi è piaciuto moltissimo



Parla di un bambino che viene allevato da una prostituta in pensione, ed è lui stesso figlio di una prostituta, come tanti altri ragazzini che la signora tiene a pensione in casa sua. Siamo a Parigi, Belleville, nel 1970. 
La storia passa attraverso lo sguardo di Momò, che non sa niente di chi è e di chi non è, sa solo di essere arabo e che gli spetta un'educazione musulmana. Madame Rosa, ebrea sopravvissuta ad Auschwitz, provvede a lui e cerca di insegnargli tutto quello che sa, e non è poco. Momò soffre tanto ma il legame con la sua Madame è forte e lo tiene lontano dai veri guai; l'amore è grande e anche in un palazzo fatiscente con inquilini strani (vedi Madame Lola, ex pugile senegalese e ora battona/mamma/infermiera/cuoca perfetta per Rosa e i suoi protetti) l'accudimento, la vicinanza, la solidarietà esistono e silenziosamente agiscono.
Tante parole di verità, commozione, saggezza, malinconia ma anche desiderio di esistere per un piccolo Giovane Holden franco/algerino, senza soldi né famiglia né scuole, solo la propria feroce solitudine e la voglia di vivere e di appartenere nonostante tutto. Beh... forse NON nonostante tutto, perché a dire il vero Romain Gary, l'autore, si è ucciso; forse quel bimbo, il Momò che c'era dentro di lui, non ce l'ha fatta. Speriamo che tutti i Momò di questo mondo abbiano la forza, l'occasione e la speranza per affrontare davvero la vita davanti a sé.
Questo è proprio un libro che mi è rimasto nel cuore.





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