lunedì 11 giugno 2012

Invito a festa con... diluvio

Torta di compleanno fatta da me!

Il mio secondogenito, che per semplicità chiamerò il Piccolo, è stato invitato ad una festa di compleanno programmata per ieri, e dato che ultimamente ne abbiamo perse tante causa tosse e influenze varie, questa volta ci siamo impegnati molto per poter partecipare. Cosicché, Begonio, Begonia, il Grande e il Piccolo più nonna, siamo partiti alla volta del parco cittadino dove doveva svolgersi l'agognato evento. Vi dico subito che io non mi sentivo molto bene causa postumi del virus, quindi prima di giungere al luogo deputato (un gazebo) ho ingurgitato una lattina intera di Schweppes per scongiurare un'incipiente nausea. Per fortuna ha funzionato. Fatto sta che, miei acciacchi a parte, ci dirigiamo verso il gazebo... MA (sorpresa)
1. comincia inesorabilmente a piovere, dapprima poche gocce, poi il classico temporalone
2. il gazebo indicato sull'invito accoglie gente sconosciuta che sta festeggiando, con tanto di palloncini, qualcun altro (e infatti mi domando: ma 'sti gazebi non andrebbero prenotati o comunque segnalati prima???)
Io, demoralizzata (e bagnata), accusata da Begonio di non aver saputo organizzare (come se la festa fosse stata mia...), comincio a deprimermi e a desiderare di tornarmene a casa all'asciutto.. scrivo però un messaggio alla mamma del festeggiato che non ha il mio numero né quello di molte altre, la quale dopo qualche tempo (in cui il Piccolo si fa accompagnare a fare la pipì in un cespuglio infradiciandosi tutto - e io con lui - e fregandosene bellamente) mi scrive che si sono trasferiti altrove, al coperto. 
Ok, aspettiamo dunque che spiova perché oltretutto nessuno di noi possiede un ombrello(e qui diluvia proprio!) per raggiungere la festa che ormai sta diventando una specie di miraggio. Per fortuna vediamo aggirarsi un'altra famigliola che, dispersa nel parco come noi, non sa dove deve andare perché anche loro non hanno ricevuto notizie. E sia, la famigliola per fortuna è in macchina e così partiamo - meno Begonio e nonna che tornano a casa felici - con la loro auto, in sette uno sull'altro, tutti bagnati e pure sudati. Avete presente quei pomeriggi stile afa-pioggia-ancorapiùafa-asfaltochepuzza-vaporichesalgonoeancoraafa-umidità mostruosa? Ecco, così.
Finalmente arriviamo semi-tramortiti alla sede dei festeggiamenti, e intravediamo la mamma dell'amico di Piccolo, trafelata, che scarica un anziano nonno dalla macchina e tutta una serie di vettovaglie, sotto la pioggia battente... noi invece ci precipitiamo dentro rischiando di romperci l'osso del collo sul selciato scivoloso. 
Ce l'abbiamo fatta. 
Dentro la stanza c'è una specie di pagliaccio che avrà 50 anni ma ovviamente è vestito come un bimbo di 3... l'animazione, insomma (vi ho mai detto che io le animazioni le detesto??): il brav'uomo però ha un certo polso autoritario, direi quasi dittatoriale, e in un nano-secondo fa sedere tutti i bambini in circolo meno il Grande che a memoria d'uomo non ha mai partecipato attivamente ad un festeggiamento... d'altra parte, come dargli torto? 
Il Piccolo invece è in primissima fila e fa tutto ciò che il pagliaccio richiede con entusiasmo ed una crescente eccitazione... oh mamma, non si starà agitando un po' troppo? Il pagliaccio riscuote molti applausi e risate: ci credo, non fa altro che parlare di cacca, pipì, puzze varie e altre amenità; i bambini ovviamente si sganasciano! Il Piccolo comincia ad alzarsi dal suo posto e a correre qua e là, mentre il Grande osserva tutto da lontano e non si perde nulla... a quanto pare l'animazione lo diverte! Ciò mi rende felice, perché di solito alle feste non ci vuole nemmeno venire.
Il Piccolo invece viene rimbrottato dal pagliaccio che lo sgrida dapprima simpaticamente (si fa per dire) poi con maggiore serietà: ma il piccino continua imperterrito a sedersi sotto il tavolo delle torte, a tirare un pop corn (uno di numero, sempre lo stesso) qua e là e a scorrazzare a destra e a manca... poi cerca di toccare le valigie del pagliaccio e qualcuno dei suoi giochi, e, udite udite, questi mi chiede di legarlo! A me non fa ridere affatto perché benché il Piccolo rompa e possa essere effettivamente noioso, lui è un animatore ad una festa di bimbi dell'asilo costretti in una stanzina calda la domenica pomeriggio, e dovrebbe prevedere che non avrà lo stesso pubblico della prima dell'Aida alla Scala. 
Comincio a sentirmi a disagio perché gli altri mini-ospiti sono relativamente quieti, cioè, in verità urlano come aquile, ma non si muovono quasi, mentre il mio attira l'attenzione degli adulti presenti anche grazie alle frecciatine dell'animatore... addirittura orecchio una vecchia signora dire qualcosa del tipo "ma guarda quel bambino lì, ci vorrebbero due schiaffoni!!". Uffa, che barba, ora mi tocca anche intervenire per non fare la figura della mamma degenere e mi domando come al solito perché i miei siano sempre i due che fanno le cose dissimili dagli altri: uno sta fuori, e l'altro sta troppo dentro.
Vabbeh, non importa, mi dico, ormai ci sono abituata e credo di aver capito... penso anche che abbiano le loro giuste ragioni... cerco però di bloccare il Piccolo che è ancora irrequieto perché mi spiace per il festeggiato e la sua mamma, che è una bravissima donna, gentile e amabile... ma non mi dispiace per l'animateur, ché secondo me i bambini a lui non piacciono nemmeno. Si vede bene. 
Una volta usciti dalla stanzetta surriscaldata sul terrazzo (non piove più, evviva) anche il Piccolo si dà un tono e ricomincia a fare il bravo soldatino, mentre gli amichetti danno in escandescenze... meno male che ora tocca a qualcun altro.
Intanto c'è ancora da assistere all'apertura dei regali... ma cosa credete, che possa avvenire così, spontaneamente??? Per carità, non si può mica.  Il pagliaccio ordina al festeggiato di prendere un regalo per volta, dopodiché il portatore di quel regalo si deve alzare, abbracciare forte l'amico, fargli tanti auguri, e poi il pacchetto, scartato dal pagliaccio, verrà buttato in un saccone blu dove si spera il povero festeggiato possa dopo ravanare in pace...
Il Piccolo, che nel frattempo si è trasformato quasi in un santo, tutte le volte che l'amico afferra un regalo si alza dicendo che è da parte sua, e praticamente abbraccia e bacia il festeggiato facendogli gli auguri più o meno dieci volte  e prendendosi il merito di tutti i doni. Non importa, almeno é tranquillo e tutti ridono o sorridono e non ci guardano più con aria pretenziosa. Anche io tiro il fiato, ma possibile che noi mamme non abbiamo nemmeno la domenica pomeriggio per rilassarci un pochino? 
Il Grande (Grande che in realtà è solo un po' meno piccolo del Piccolo) dal canto suo aspetta compostamente seduto il palloncino a forma di spada, e finalmente la festicciola volge al termine.  Non dimentichiamo che il pagliaccio, mentre gonfia i palloncini, fischia a più non posso dichiarando che chi si alza dalla sedia non avrà il regalino... e a chi si è già alzato, esso verrà ritirato.
Ora, io dico, ma non siamo mica a scuola! E' domenica, è una festa, ma questi poveri figlioli avranno il diritto almeno sul terrazzo di alzarsi dalle sedie???? NO: questo diritto non ce l'hanno.
E voi? Esperienze di feste da raccontare?? Aspetto i vostri resoconti.





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9 commenti:

silvia ha detto...

L'unica vera festa di compleanno (quelle con invito per intenderci) alla quale abbiamo partecipato e' stata quella di una compagna d'asilo.
L'Evento (con la E maiuscola :-)) ) risale piu' o meno ad un mese fa.
Siccome la sottoscritta e' rappresentante di classe la mamma della bimba ha pensato di bene di dire a tutti i genitori che IO avrei raccolto 5 euro a bambino per comprare il cicciobello.
Peccato che a me non lo avesse detto!!
L'ho saputo il mercoledi' pomeriggio e la festa era sabato.
Quando ho scoperto di "essere stata nominata" ho contato fino a 20. Poi ho deciso di usare il mio potere :-)) e di abbassare la "tassa" a 2 euro.
Mi sono sorbita le lamentele delle mamme che dicevano, a ragione, "ma ti pare normale decidere quanto devono spendere i genitori per il regalo di tua figlia di 4 anni? ma chi le ha chiesto che regalo voleva??".
Sono andata, controvoglia, a comprare il cicciobello e ho scritto un bel biglietto coi nomi dei bimbi che partecipavano al regalo.
Il sabato siamo andati sorridenti alla festa.
Mio figlio si e' messo in un angolo e ha giocato tutto il tempo con una bambina sconosciuta.
Appena aperti i regali e appena tagliata la torta siamo fuggiti.

...e siamo solo alle materne!!!

BEGONIA ha detto...

ecco... appunto... questa è peggio della mia :-///
grazie sylvia!

Susanna Zanchi ha detto...

Bellissima la torta!!!

Noemi ha detto...

Le mie esperienze di feste sono generalmente buone...ad Aida piacciono tantissimo le feste e adora l'animazione. Però in effetti non tutte le animazioni sono uguali...ho visto ragazzine incapaci e volenterose, altre solo un pò scocciate, animatori bravi che però non riuscivano a contenere l'eccessivo entusiasmo di alcuni bimbi (perchè saper contenere alcuni bimbi vivaci come "il piccolo" senza essere sgradevoli è un'arte), e infine animazioni simpatiche, capaci, in cui non si muoveva una foglia senza che l'animatore lo chiedesse eppure si divertivano come matti. Ci vuole bravura, empatia, non è da tutti. Per fortuna per la festa di mia figlia ho trovato animatrici dell'ultimo tipo, economiche per di più, che son piaciute tanto anche alle altre mamme da ritrovarle in seguito ad altre feste (e lei orgogliosa annuncia "queste sono le MIE animatrici". Eh sì, le abbiamo comprate ad una tratta di schiave in saldo :-D ).
In generale quando un bimbo si sovraeccita troppo, penso sia il caso di portarlo subito in disparte per dargli modo di rasserenarsi un pò e poi farlo rientrare, senza così far innervosire nessuno, mamma del bimbo compresa. Questo almeno a mio avviso, infatti dopo esser stato in terrazza il piccolo è tornato tranquillo e la sua vivacità anzi è stata incanalata e apprezzata da tutti. Però in molte feste ormai i genitori vanno via e sta agli animatori sapersela sbrigare...e non è facile, già a volte stentiamo noi con 1-2 a casa...figuriamoci quando sono in un pericoloso branco...è un lavoro per gente coraggiosa!

Noemi ha detto...

comunque i clown io li ho sempre trovati un pò inquietanti...e anche ultimamente ho visto dei telefilm (Dr. House, CSI New York...) in cui i clown erano menti deviate nel primo e pericolosi criminali nel secondo. E anche terribilmente antipatici. Mhhh...oggi ho un'altra festa di compleanno, se per l'animazione c'è un clown...mi sa che resto a controllare la situazione. :-P

BEGONIA ha detto...

ciao Noemi, grazie del tuo contributo, molto saggio come al solito... com'è andata la festa di oggi? C'era il clown??

Noemi ha detto...

Begonia, la mia festa è stata un'odissea...si trovava in un comune lontano e non conoscendo le strade, ho usato il navigatore satellitare. Un'altra famiglia di amici ci ha seguiti non conoscendo nemmeno loro la strada. Dopo oltre mezz'ora tra strade deserte e sconosciute arriviamo, ci sono tanti bimbi e Aida si lancia subito nella festa. Le animatrici sono di una famosa agenzia che dal poco che riesco a vedere se la cava benissimo, e i bimbi sono felicissimi. Io molto meno, perchè il bimbo piccolo è troppo piccolo per l'animazione e le feste, ma non avevo a chi lasciarlo e l'ho portato, così subito si annoia, si lagna, mi da il tormento...ma son troppo lontana per riportarlo a casa e poi tornare (fare la strada 4 volte son 2 ore di macchina). Così tra giri del quartiere per distrarlo, su e giù dalle scale, il tempo si dilata, mi annoio da morire anche io e voglio solo tornarmene a casa. Ma finalmente è finita, ci rimettiamo in macchina che è buio pesto e senza indicazioni, io però col navigatore mi sento in una botte di ferro...e la famiglia della mia amica mi segue. Sfortuna volle che il tomtom impazzisce, inizia a dare i numeri, mi vuol fare girare per strade che non ci sono, mi indica svincoli in cui non si capisce dove girare...così andiamo un pò col navigatore e un pò a naso, e col mio rinomato senso dell'orientamento puntualmente finiamo in mezzo al nulla. Dopo km e km spuntiamo in un paese di montagna lontanissimo, che vergogna! Mia figlia dice: "siamo spacciati, siamo perduti per sempre". Meno male che avevo il pieno. Il navigatore continua a darmi indicazioni assurde, tipo che mancano 20 km al paese più vicino mentre so che teoricamente c'è una strada vicina...anzi da lì la strada la conosco pure bene, ma ormai sono in confusione, ho fatto il pieno di figuracce e non mi ricordo più nulla. Chiedo all'altra auto di guidare la fila, se se la sente. Il papà della mia amica però è molto signore e per rincuorarmi mi dice: "non si preoccupi, io una volta dovevo comprare il prosciutto e sono finito a 100 km da casa". Ci rimettiamo in auto e il navigatore ci segnala che siamo in mezzo al nulla, oppure ci dice "tornate indietro quando potete", io mi faccio training autogeno dicendomi "un giorno ci riderò sopra" ma per il momento lascio sfuggire qualche imprecazione e Aida mi chiede il significato di qualche nuova parolaccia. Finalmente giungiamo nel paese vicino, e da lì il papà della mia amica non riconosce la strada ed effettivamente sta salendo di nuovo verso la montagna ma qui lo fermo perchè da lì la conosco come le mie tasche. Alle 22:30 siamo finalmente a casa. Il che dimostra che due schiappe totali, senza navigatore satellitare ma tanta benzina, prima o poi tornano a casa. In modo infamante, sia chiaro, ma tornano.

Noemi ha detto...

Comunque avendo detto pochi giorni fa le mie feste vanno generalmente bene, per la legge di murphy dovevo sospettare che sarebbe andato tutto storto!!

e se permettete, io proporrei di fare una rubrica fissa del tipo "avete ricevuto un invito per una innocua festicciola di bambini? l'incubo vi attende". Raccolta di esperienze e sofferenze di questo infame rito sociale.

BEGONIA ha detto...

mamma mia che incubo!!!
sicuramente la rubrica che proponi potrebbe essere interessante... SOTTO A CHI TOCCA!