venerdì 3 aprile 2015

Nonna Papera e ricordi d'infanzia


Carissimi, oggi ho avuto una giornata pessima e ancora non si è sistemata, così ho pensato bene di cercare rifugio nel mio blog, e scrivere... volevo scrivere tante cose, ma alla fine vi scriverò a proposito di Nonna Papera, non so nemmeno io perché. Forse perché non vi posso raccontare cosa sta succedendo a lavoro né i motivi per cui oggi mi girano tanto. E Nonna Papera cosa c'entra? Niente, povera Nonna, è solo che fa parte dei miei ricordi infantili ed è un topos (vah come sono colta oggi!) rassicurante.
Ricordate la fattoria di Nonna Papera? Com'era bella! Mi piaceva tanto... mi piaceva che fosse una vecchia casa indipendente, mi piaceva che avesse intorno la natura e mi piaceva che ci fosse legno dappertutto, soprattutto sui davanzali su cui secondo me batteva sempre il sole. Su quei davanzali c'era magari un vaso con un fiore oppure una torta a raffreddare, se prima non la intercettava Ciccio. Quel mondo così pacato, così tranquillo, così sereno lo amavo, lo ambivo, lo desideravo pure per me. Sapete, avrei voluto essere Nonna Papera, da grande. In realtà avrei voluto essere anche Paperina,  mi piaceva molto la sua casetta da donna (ehm... papera) single, le sue cose carine, le scarpette (sempre un po' sfondate a dire il vero)... il suo letto con lenzuola che immaginavo fresche e pulite. Anch'io avrei voluto una casetta così, tutta per me, solo per me. Forse perché volevo andare a vivere da sola già da piccola...? Chissà. Fatto sta che le case di Nonna Papera e di Paperina le invidiavo e su quelle pagine di Topolino sognavo. Ci stavo bene. A dire il vero io sognavo come una pazza anche su mille altre pagine, sui libri poi non ne parliamo. Sognavo di essere Jo March, o meglio Amy (perché era lei che alla fine si beccava Laurie), oppure facevo finta di essere dentro Il giardino segreto, arrivavo persino a sentirne il profumo, così come mi pareva di poter toccare il davanzale di Nonna Papera e vedere l'interno di tutta la casa, anche le stanze che non erano mai state disegnate.
Che bello sognare, immaginare, colorire le cose di toni tuoi, personali.
Questi ricordi infantili sono una parte profonda di me, autentica, ricchissima.
Convivono sempre con me, e oggi insieme a loro tengo dentro anche tutta la tristezza di una giornata no.


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